Privacy Policy Modello teorico - Nuova Clinica

Nuovi metodi d’intervento integrato nella terapia

Il gruppo come chiave per svelare le dinamiche individuali e sociali.

“Nella cura del singolo la nevrosi è spiegata come problema individuale.
Nella cura di un gruppo deve essere spiegata come problema del gruppo”
W. R. Bion

Nuova Clinica Nuovi Setting Scuola di Psicoterapia Analitica di Gruppo si fonda teoricamente e clinicamente sulla matrice della psicoanalisi relazionale, sia in ambito individuale sia Gruppoanalitico, includendo le evoluzioni del modello psicodinamico dalle sue radici fino agli sviluppi attuali della ricerca in psicoterapia.

L’orientamento analitico di gruppo poggia su un consolidato lavoro teorico-scientifico basato sulla Group Analysis di S.H. Foulkes e dei suoi epigoni. Insieme ai fondamenti della disciplina psicoanalitica (Freud, Klein, Lacan e altri), il progetto didattico integra le conoscenze nel campo della psicosomatica, delle neuroscienze affettive, della neurobiologia interpersonale e degli attuali modelli internazionali di lavoro col traumatismo e con le nuove dipendenze, che pongono sempre più attenzione ai processi bottom-up e di embodiment, nella conduzione della cura.

L’incontro fra questi modelli di riferimento permette di confrontarsi con la fenomenologia clinica dei nuovi pazienti, che richiede un ripensamento altrettanto attuale delle tecniche d’intervento terapeutico e dei setting in grado di venire incontro alle esigenze psicosociali del nostro tempo.

Il setting di gruppo, arricchito dai contributi delle nuove frontiere neurobiologiche della cura (Le Doux, Ogden, Van der Kolk, Porges, Panksepp), permette di lavorare ai sedimenti, anche traumatici, che si costituiscono sin dalle prime relazioni di attaccamento, mediante la costruzione di nuovi format relazionali e di nuovi schemi somato-emozionali.

Se il gruppo è particolarmente adatto a rispondere al senso di solitudine e di esclusione sociale che il paziente spesso sperimenta nei contesti di vita attuali, i modelli a orientamento psicosomatico e neurobiologico forniscono un sapere sulle logiche del sintomo che si dispongono al di fuori di un’area della consapevolezza e della parola.

La scuola forma professionisti in grado di lavorare in setting sia individuali che gruppali (includendo la coppia e la famiglia) e nell’ambito delle Comunità Terapeutiche.

La Gruppoanalisi

L’attualità del gruppo nel contesto contemporaneo 

La Gruppoanalisi è una forma di psicoterapia che permette di cogliere il funzionamento delle persone nei gruppi, ideata da S. H. Foulkes negli anni ’40 e integrata alle influenze di W. Bion e altri autori. La Gruppoanalisi collega il sapere della psicoanalisi a una comprensione del funzionamento interpersonale e sociale.

Il focus è sulla relazione fra l’individuo e il gruppo che, se portata all’attenzione della persona, implica la presa di coscienza delle dinamiche inconsce intrapsichiche, interpersonali e transpersonali.

Al cuore della Gruppoanalisi vi è il concetto che gli esseri umani sono fondamentalmente esseri sociali, le cui vite risultano indissolubilmente legate tra loro. Per questo, le origini delle difficoltà personali, dei comportamenti incomprensibili, delle inibizioni immotivate e dei sintomi complessi sono da ricercare nelle dinamiche dei gruppi di appartenenza, sia quelli presenti nella quotidianità, sia quelli che le persone portano dentro di loro e che hanno mutuato nel corso del proprio sviluppo.

Su queste basi, la Gruppoanalisi ritiene che le difficoltà individuali nate all’interno del gruppo possano essere meglio esplorate e modificate proprio all’interno di un contesto gruppale.

Le relazioni che si sviluppano all’interno del gruppo dimostrano come le modalità di comportamento acquisite nel passato possano bloccare la crescita e la creatività; tuttavia, una volta conosciute ed elaborate sono in grado di promuovere le dinamiche del cambiamento e successivamente consolidarlo.

I membri del gruppo si vedono attraverso gli occhi degli altri, acquisiscono nuovi insight e imparano a conoscere e a conoscersi attraverso il lavoro della collettività, entità terza e modulatrice presieduta dal terapeuta.

Pur derivando dalla psicoanalisi, la Gruppoanalisi attinge anche a una vasta gamma di altre teorie e tradizioni psicoterapeutiche: la teoria sistemica, la psicologia evolutiva, la psicologia sociale, e, nella nostra Scuola, anche la psicosomatica e la neurobiologia, in una moderna visione della nuova clinica.

Da questo connubio di conoscenze nasce un approccio terapeutico integrato, applicabile a diversi tipi di setting.

All’interno del gruppo, la condivisione di vissuti ed esperienze personali crea un clima emotivo in cui possono svilupparsi il supporto, la comprensione e i benefici della mutua assistenza. I problemi personali sono esplorati in un’atmosfera di fiducia, confidenzialità ed empatia reciproca, da poter interiorizzare e utilizzare poi nei propri contesti di vita.

Come avviene tutto questo? Attraverso la comunicazione.

Comunicare, tuttavia, non è semplicemente parlarsi l’un l’altro, bensì un processo psicodinamico complesso, che si svolge a diversi livelli, consci e inconsci in una sorta di spirale in movimento che si inceppa quando la comunicazione fa difetto. È lì che troviamo il sintomo, che per questo Foulkes definisce “autistico”.

Il setting di gruppo, lavorando sulla comunicazione, è particolarmente adatto a rispondere al senso di solitudine e di esclusione sociale che il paziente spesso sperimenta nei contesti di vita attuali. La digitalizzazione di massa, con la diffusione capillare della tecnologia, ha creato un paradosso in cui le relazioni virtuali ci mantengono sempre all’altro e ,nello stesso tempo, ci isolano (Spitzer). L’adolescente e il giovane adulto sono di certo le persone più colpite da questo disagio che, a livello clinico, si manifesta con le diverse forme di dipendenza tecnologica –  cyberbullismo, NEET (Neither in Employment nor in Education or Training) e hikikomori. Lavorare secondo un’ottica di gruppo e comunitaria è, dunque, indispensabile per rispondere alle esigenze di una sofferenza causata da un vuoto relazionale e simbolico.

L’Altro ci precede e ci forma: il gruppo in terapia ci struttura e ci cura

Il trattamento psicoterapeutico, attraverso l’uso del gruppo come veicolo di trasformazione e grazie a questi arricchimenti teorico-pratici di stampo psicosomatico, permette di lavorare ai sedimenti, anche traumatici, che si costituiscono sin dalle prime relazioni di attaccamento, mediante la costruzione di nuovi format relazionali e di nuovi schemi somato-emozionali.

Si tratta di frontiere della cura che, nella loro unione, offrono allo studente la possibilità di imparare ad intervenire contemporaneamente sulle complesse interazioni corpo-mente-ambiente.

Ogni sintomo è psicosomatico poiché ogni soggetto è psicosomatico

Niente di organico è senza senso, niente di psichico è senza corpo (Von Weizsäcker).

Se la comunicazione è un’attribuzione di senso, il corpo deve essere uno dei suoi possibili livelli (per Foulkes è il quarto, oltre a quelli corrente, transferale, proietttivo e primordiale). Vediamo come. Ogni evento critico (endogeno o esogeno), impattando sulla soggettività in modo diverso, si organizza secondo codici che si muovono lungo un continuum analogico-digitale (Scognamiglio). Il dolore non sempre è vissuto in forma simbolizzabile e mentalizzabile (analogico), ma può manifestarsi e ancorarsi nel corpo (digitale) in stati di dis-regolazione autonomica fino al sintomo organico. Il trauma, per esempio, crea memorie disfunzionali implicite che vincolano l’azione in schemi di reattività primaria (Janet).

Dal concetto di neurocezione (Porges) a quello di marker somatico (Damasio) fino alle teorie dello stress, nella relazione con il paziente dobbiamo considerare tutta una serie di processi fisiologici che si dispongono al di fuori di un’area della consapevolezza e che “parlano” in termini di schemi di azione di matrice etologica (freezing, lotta/fuga), hyper o hypoarousal, conflitto somato-emozionale, stato di allerta e resistenza, carico allostatico, ecc. Questi pattern possono giocare un ruolo fondamentale nella genesi del sintomo e nel processo di cura. Per questo motivo, è necessario saperli riconoscere e poter modulare in psicoterapia, acquisendo una formazione peculiare sulle logiche del corpo.

Autori di riferimento

 

Gli autori di riferimento fondamentali del modello teorico che ispira e la Gruppoanalisi del CATG e nell’ottica Psicosomatica sono

Psicoanalisi: S. Freud; C. G. Jung; W.R.R. Fairbairn; D. Winnicott; J. Lacan; S.A. Mitchell; R. Kaës

Gruppoanalisi: S.H. Foulkes; P. De Maré; W. Bion; E. Pichon-Riviere; J. Ondarza Linares

Psicosomatica e Neuroscienze: Jaak Pansekpp; Bessel Van der Kolk; Pat Ogden; Stephen Porges; Antonio Damasio; 
Deb Dana; Riccardo Marco Scognamiglio; Jean Janet; Alexander

Scienze umane: N. Elias; G. Simondon; G. Agamben