LA FORMAZIONE PSICOTERAPEUTICA PER LA NUOVA CLINICA

Offerta formativa

L’obiettivo di Nuova Clinica Nuovi Setting è di consentire una formazione personale massiva, che prepari a riconoscere le forme, a volte mimetizzate, del malessere contemporaneo (alessitimia, clinica dell’adolescenza, quadri psicosomatici, melanconia, disturbi di personalità), ad acquisire le opportune chiavi di lettura diagnostica, e a instaurare relazioni significative con questi nuovi quadri clinici.

Il piano formativo comprende insegnamenti teorici ed esperienze cliniche di psicoterapia psicoanalitica individuale e di small, median e large group, che preparano al lavoro in ambito pubblico e privato, sanitario ed istituzionale.

Le competenze acquisite consentiranno agli allievi di lavorare in setting diversi: individuale, gruppale, familiare, di coppia ed istituzionale-comunitario, con la versatilità e la dimestichezza necessarie alla costituzione di una solida alleanza terapeutica e nella conduzione della cura, singola o integrata, con i pazienti di oggi.

Il paziente ipermoderno

Una Scuola che include l’analisi dell’ambiente sociale.

Il disagio mentale è la prima causa di disabilità a livello mondiale e in Italia sono 3 milioni i malati di depressione. Le cause del malessere attuale vanno ricercate nelle peculiarità del mondo ipermoderno. La clinica attuale si confronta con i macro-cambiamenti che stanno investendo la condizione umana, in forme sempre più capillari che agiscono attraverso il gruppo di appartenenza come plexus esistenziale: i ritmi frenetici del quotidiano, il traumatismo evolutivo diffuso, le rivoluzioni culturali molto rapide, fra cui soprattutto l’invadenza della tecnologia con le modificazioni anche neurali  ad essa associate, nonché l’ingombro degli oggetti di consumo e la loro facilità di fruizione, che amplificano l’isolamento sociale e le relazioni virtuali. Tutti questi elementi determinano un disagio che si mostra in forme ipo o iper-reattive della corporeità all’interno di quadri clinici (disturbi d’ansia, depressione, addiction) con una ridotta capacità di mentalizzazione e un deficit di simbolizzazione e di verbalizzazione dell’esperienza

Gruppo, corpo e mente costituiscono il tripode epistemologico di quella concezione bio-psico-sociale dell’individuo e della malattia su cui poggia la nostra formazione in psicoterapia.

La difficoltà di essere pazienti e terapeuti “di oggi”.

La relazione terapeutica

La clinica attuale ci mostra come inuovipazienti spesso  non siano in grado di gestire il rapporto con l’Altro, non avendo interiorizzato relazioni sufficientemente stabili. Quando mancano modelli d’attaccamento sicuro, non è possibile lasciare andare le difese somatiche di natura automatica:

  • nella forma di un iper-arousal, cioè una tensione interna di lotta-fuga che origina stati di ansia e agitazione motoria;
  • nella forma di un ipo-arousal, cioè uno stato di congelamento/freezing (Panksepp), che porta al panico, all’esaustione, agli stati depressivi e astenici nel corpo.

Questa assenza di un Altro “sufficientemente buono” corrisponde, sul versante psichico, a una desertificazione del Desiderio e, nel corpo, a una incapacità di muoversi all’interno di una progettualità condivisa (seeking) con gravi ricadute nella clinica attuale.

La spinta continua a soddisfare bisogni per compensare vuoti affettivi non permette di utilizzare processi psichici per regolare il disagio. Di conseguenza, spesso nei pazienti di oggi non può compiersi il necessario lavoro interiore che apre alla costruzione del desiderio, cioè alla capacità di tollerare l’insoddisfazione di non avere tutto e subito.

Il traumatismo evolutivo, risulta essere un ulteriore fattore di rischio rispetto alla prognosi, in quanto ostacola la possibilità di creare una buona adherence tra terapeuta e paziente, pre-requisito essenziale della cura.

Esseri umani, esseri sociali.

Il ruolo della cura attraverso il gruppo.

L’individuo non può prescindere dall’essere in gruppo: famiglia, azienda e società, scuola e classe, organizzazioni sportive, chat. La dimensione gruppale è una condizione onnipresente dell’esistenza umana, che si articola in una rete di connessioni esplicite e implicite. In ogni passaggio esistenziale, di conseguenza, è fondamentale riorganizzare i rapporti “individuo” e “Altro” affinché il cambiamento personale sia integrato e integrabile con il contesto e i gruppi sociali di appartenenza.

Oltre al lavoro attraverso il gruppo, la Scuola sulla Nuova Clinica e i Nuovi Setting permette di conoscere e fare esperienza del lavoro di équipe, una risorsa preziosa per strutturare e coordinare trattamenti in setting multipli con pazienti che necessitano interventi di diverse figure professionali.

 Sempre più spesso necessario, il lavoro di équipe genera dinamiche relazionali virtuose e consente di ricostruire una rappresentazione completa del paziente attraverso l’integrazione delle parti di Sé che il paziente deposita nelle diverse relazioni di cura.

Nell’approccio comunitario, il paziente trova l’occasione di sperimentare e maturare diversi modelli di relazione, che vanno a comporre memorie nuove, ossia sedimenti di interazioni orientate alla genesi di un attaccamento più maturo e sicuro.

L’approfondimento e l’integrazione del modello gruppoanalitico con le logiche psicosomatiche della cura offre allo studente una formazione sistemica e stratificata, affinché diventi un professionista capace di affrontare con strumenti teorico-pratici la complessità del malessere attuale, per essere il terapeuta del domani

«La psicoterapia non è la cura del parlare, ma la cura della comunicazione e della regolazione affettiva». 
Schore

I gruppi sono entità che la persona abita e racchiude nella struttura della propria personalità. Sono un mondo vivo che articola i comportamenti del singolo e ne influenza inconsciamente vissuti, inibizioni e credenze.  

Stare nel gruppo rischia  di “mandare in conflitto” il Sé, articolandone, allo stesso tempo, risorse e sintomi

Il ruolo della mente fra l’individuo e il gruppo.

Esseri umani, dal corpo al corpus. 

La terapia, come concepita e insegnata nella Scuola sulla Nuova Clinica, è un processo nel quale leggere l’espressione di una soggettività intra e inter-individuale. In setting differenti, il paziente può cogliere nel lavoro individuale, come in quello svolto attraverso il gruppo, le coordinate della propria individualità, declinata nel legame fra corpo, mente e ambiente.

La prima cosa da apprendere è incontrare il paziente dov’è, impattando con tutto il suo carico individuale, familiare e sociale.

Nel lavoro teorico e nella pratica laboratoriale, imparano a considerare il coinvolgimento del corpo (sensazioni, emozioni, conflitti somato-emozionali) e del gruppo (parola e linguaggio) nella genesi e nel mantenimento del sintomo in una dinamica che comprende entrambi e, al contempo, li trascendende in una nuova possibilità di comunicazione significativa.

Ci sarà, inoltre, la possibilità di apprendere come i modelli neurobiologici, nella terapia individuale come in quella gruppoanalitica, offrono strumenti preziosi per decodificare le nuove forme del malessere, dando un posto a una soggettività che si esprime in forme non simboliche – non verbali.

Il ruolo del corpo nella cura.

Esseri umani, soggettività incarnate.

La Scuola sulla Nuova Clinica offre anche una formazione all’avanguardia in campo psicosomatico che in Italia non ha precedenti. Il nostro obiettivo è formare psicoterapeuti a un modello clinico che include la comprensione del ruolo del corpo nei processi di cura.

La nostra visione della psicosomatica pone al centro il corpo come condizione imprescindibile alla base dei sistemi di funzionamento della psiche. Questo concetto è sostenuto dai modelli delle neuroscienze affettive (Panksepp) e dalla Teoria Polivagale (Porges) che dimostrano come la reazione autonomica di tipo somatico influenza i processi decisionali e le risposte comportamentali al di fuori della consapevolezza.

Gli studenti della Scuola imparano a leggere il disagio e ad intervenire seguendo il legame e la sovrapposizione fra piani discorsivi, codici e stimolazioni multipli del contesto attuale, a cui il paziente è massivamente sottoposto.

il Focus della Scuola è la conduzione della cura

La conduzione della cura è un processo complesso articolato in diverse fasi. 

La nostra Scuola insegna ad affrontarle, dedicando a ognuna di esse importanti approfondimenti.

Diagnosi

La diagnosi è affrontata prevalentemente secondo i modelli psicodinamici e i contributi della teoria dell’attaccamento e delle neuroscienze affettive. E’ inoltre presa in considerazione la lettura diagnostica di tipo psichiatrico per permettere una buona comunicazione tra differenti ambiti di competenze cliniche. 

La teoria è coadiuvata da laboratori esemplificativi in cui sono analizzati casi clinici contemporanei con diagnosi eterogenee, per entrare nella complessità della pratica e nell’incontro con i paziente di oggi che spesso presentano quadri mascherati e/o di comorbidità, e, più in generale, un malessere che può sfuggire a rigide categorizzazioni. 

Prognosi

Per comprendere quali siano i margini di miglioramento di una persona che chiede una consultazione, è fondamentale per impostare un intervento che non provochi ulteriore frustrazione e sofferenza, o, aggravamenti. Il paziente deve essere portato a risolvere ciò che è nelle sue possibilità, e ad accettare eventuali punti non lavorabili; questo delicato processo implica che lo studente sia portato a sua volta, attraverso gli insegnamenti e la formazione personale, a fare lo stesso con se stesso.

Invio

La Scuola insegna le specifiche del lavoro di rete, laddove necessario, ossia spiega quando e come promuovere l’intervento di un collega: ad esempio, uno psichiatra per la componente psicofarmacologica o un educatore che effettui interventi domiciliari, e come compiere efficacemente l’invio a comunità terapeutiche, ospedali, centri diurni, ecc…

Agli studenti saranno forniti gli strumenti utili per capire quando è necessario implementare tali passaggi, come effettuarli in una modalità funzionale e come comunicarli al paziente, lavorando in sinergia con i vari professionisti coinvolti. 

Sono contemplati nel programma approfondimenti ad hoc sulla psicofarmacologia e sulla relazione con i servizi territoriali.

Allargamento del setting

Ci sono percorsi che nascono all’interno del setting individuale e nel tempo si modificano per la necessità di coinvolgere altri figure di riferimento significative per il paziente (ad esempio, il coniuge o i genitori nel caso di adolescenti).

Imparare a mediare e a gestire questi delicati passaggi clinici è una prerogativa cardine della nostra formazione che contempla, come architrave portante del modello e dell’intervento terapeutico, la dinamicità e molteplicità del setting.

Gestione del transfert negativo

Il transfert negativo implica vissuti dolorosi del paziente nei confronti del terapeuta che ne è il bersaglio. Tale momento è molto comune, se non addirittura necessario, all’interno del legame terapeutico. Quando la dinamica relazionale riesce a essere accolta e spinta verso l’elaborazione dei meccanismi in atto, tale esperienza si trasforma per il paziente in una grande occasione di crescita e di profonda comprensione di Sè, oltre che una spinta alla costruzione di un’alleanza terapeutica ancora più salda.

Gli upgrade che il transfert negativo ben gestito permette di realizzare hanno ricadute importanti sui rapporti interpersonali del paziente stesso: la possibilità di osservare la riedizione dei propri schemi relazionali disfunzionali all’interno del rapporto di cura, consentirà di ricercare e sperimentare modalità comportamentali più funzionali, anche attraverso la capacità metacognitiva progressivamente acquisita nel percorso terapeutico.

Gestione della crisi

Crisi depressive, acting out, fasi maniacali, ingravescenza progressiva, idee suicidarie, recrudescenza di sintomi invalidanti sono alcuni esempi delle crisi che uno psicoterapeuta deve saper affrontare, con lucidità e tempestività.
La Scuola e il percorso di analitico di crescita personale permettono allo studente di strutturarsi in primis come individuo, poi come professionista. L’obiettivo formativo è arrivare ad essere progressivamente in grado di assumersi la responsabilità e il rischio di scelte difficili e, al contempo, maturare tutte le competenze teorico-pratiche necessarie a condurre un intervento clinico, anche in situazioni estremamente complesse.

Conclusione del rapporto

È un ulteriore momento delicato perché implica la presa di coscienza degli obiettivi e delle consapevolezze raggiunte insieme, quasi fosse “l’inventario” finale di un pezzo di strada trasformativo e importante.  Sapere quando è il momento e come realizzarlo insieme al paziente è un’acquisizione che non può mancare a un terapeuta. 

 

La nostra Scuola forma professionisti in grado di affrontare ogni fase nella consapevolezza delle criticità che essa comporta. Fornisce molteplici prospettive di setting e quindi di lavoro con i casi, dalla gruppoanalisi alle neuroscienze affettive, al fine di ampliare il bagaglio di strumenti utili a compiere al meglio la funzione di psicoterapeuta.

PIANO FORMATIVO

La Scuola prevede 4 anni di corso, ciascuno composto da 500 ore d’insegnamento:

Formazione Teorica

Lezioni d’aula = 152 ore, così suddivise:

a) Gruppo degli insegnamenti obbligatori

b) Gruppo degli insegnamenti propedeutici

c) Gruppo degli insegnamenti caratterizzanti

Formazione teorico-esperienziale

  • Seminari = 24 ore.
  • Formazione gruppoanalitica del Sé del terapeuta = 16 ore.
    La formazione personale dell’allievo ha l’obiettivo di sviluppare sinergie e sincronie fra le diverse dimensioni della formazione in modo da consentire all’allievo lo sviluppo di una propria rappresentazione mentale di psicoterapeuta gruppoanalista. Si svolge attraverso lo strumento del Tutoring. Ha la funzione di armonizzazione la formazione tecnico-clinica degli allievi, curando in particolare lo sviluppo del Sé del terapeuta. Tiene conto principalmente degli aspetti dinamici della formazione, senza trascurare  quelli istituzionali sia amministrativi che di coordinamento con l’equipe docente a diversi livelli.
  • Laboratori = 60 ore.
    Hanno l’obiettivo di trasmettere all’allievo la capacità di progettare l’intervento terapeutico e di costruire il caso clinico. A tale scopo, il docente presenta il materiale clinico sotto forma di resoconti o registrazioni di sedute, che sono interrotti periodicamente per invitare gli allievi del gruppo ad esprimere le loro sensazioni e riflessioni sia sulle comunicazioni del paziente sia sugli interventi del terapeuta, in un continuo feedback con il docente stesso. Il processo di apprendimento così organizzato mira a promuovere l’identità professionale dell’allievo bilanciando due versanti: il versante della formazione e acquisizione della prassi teorica, metodologica e clinica, che  lo aiuti a ricostruire la soggettività del paziente ed a riflettere sul caso clinico specifico; e il versante maieutico-transferale, che porta il candidato alla graduale conoscenza ed uso di Sé stesso come strumento terapeutico.

Formazione clinica

  • Osservazione e Supervisione = 66 ore di osservazione di gruppi e 32 di relative supervisioni in modalità gruppale.
    Si tratta di esperienze formative strettamente connesse nelle quali l’allievo dapprima osserva un gruppo analitico terapeutico, come osservatore silente, e poi riporta tale esperienza  in un gruppo di supervisione, composto da altri allievi nella sua stessa condizione e condotto da un gruppoanalista esperto, nel quale elabora ciò che ha osservato.
  • Tirocinio = 150 ore.
    Consiste in attività pratiche di specializzazione e si effettua, per almeno 150 ore annue, presso Enti Pubblici o Privati accreditati, tenuto conto delle proposte formative e delle esigenze dell’allievo. Con tali Enti si attivano specifiche convenzioni da parte della Scuola. Il Tirocinio deve comprendere il più possibile esperienze cliniche di gruppo.
  • Eventuali attività di formazione integrative. Sono previste anche attività integrative specifiche proposte dall’allievo per completare la sua formazione, autorizzate dal Coordinatore di anno se svolte all’esterno della Scuola.

  • Entro la fine del primo anno, è previsto che lo studente incominci un percorso personale di psicoterapia, individuale o di gruppo, a orientamento psicoanalitico.

 

Proposta di piano formativo dei 4 anni

I ANNO

EPISTOMOLOGIA E PSICOTERAPIA: MODELLI A CONFRONTO

Insegnamenti obbligatori

Psicologia generale

Psicologia dello sviluppo

Psicopatologia I

Principali indirizzi della psicoterapia

Insegnamenti caratterizzanti

Fondamenti di gruppoanalisi I

Fondamenti di psicoanalisi I

Insegnamenti pratici

Gruppi di supervisione e osservazione

Formazione gruppoanalitica del Sé del terapeuta

Laboratorio di costruzione del caso clinico

Comunication Lab

Seminari

II ANNO

LA PSICOTERAPIA FRA SÉ INDIVIDUALE E SÉ SOCIALE

Insegnamenti obbligatori

Psicologia sociale

Fondamenti di gruppoanalisi II

Insegnamenti caratterizzanti

Fondamenti di psicoanalisi II

Teorie e tecniche del colloquio psicologico

Le psicoterapie di gruppo non analitiche

Modelli integrati di psicoterapia

Insegnamenti pratici

Gruppi di supervisione e osservazione

Formazione gruppoanalitica del Sé del terapeuta

Laboratorio di costruzione del caso clinico

Comunication Lab

Seminari

III ANNO

Insegnamenti caratterizzanti

Psicoterapia psicosomatica

Teorie e tecniche di psicoterapia sistemica

Elementi di neurobiologia applicati alla psicoterapia

Teoria gruppoanalitica

Metodologia gruppoanalitica

Psicoterapia psicoanalitica dei disturbi di personalità

Insegnamenti pratici

Gruppi di supervisione e osservazione

Formazione gruppoanalitica del Sé del terapeuta

Laboratorio di costruzione del caso clinico

Comunication Lab

Seminari

IV ANNO

Insegnamenti obbligatori

Diagnosi psichiatrica e principi di farmacoterapia

Insegnamenti caratterizzanti

Clinica gruppoanalitica

La conduzione della cura nel setting individuale

Clinica del traumatismo

Dipendenze tradizionali e nuove dipendenze

Orientamenti della ricerca in psicoterapia

Insegnamenti pratici

Gruppi di supervisione e osservazione

Formazione gruppoanalitica del Sé del terapeuta

Laboratorio di costruzione del caso clinico

Comunication Lab

Seminari

approfondimenti clinici

Nel percorso didattico, la Scuola offre agli studenti seminari d’approfondimento su tematiche specifiche:
  • L’intervento psicoterapeutico in adolescenza
  • L’intervento psicoterapeutico per il giovane adulto
  • L’intervento psicoterapeutico per l’adulto
  • La psicoterapia di coppia
  • La psicoterapia della genitorialità
  • La psicoterapia e la malattia organica 

competenze

Le competenze teoriche abbracciano vari campi del sapere: da quello psicoanalitico a quello  medico-psichiatrico, passando dalle conoscenze in ambito psicosomatico, di psicologia sociale e dinamica di gruppo, per arrivare alle più recenti ricerche e scoperte in ambito neurobiologico.

Le competenze metodologiche consentiranno di acquisire le linee guida per orientarsi nell’incontro con i pazienti nei setting individuale e di gruppo. 

La competenza clinica sarà progressivamente maturata attraverso i numerosi spazi di supervisione che accompagneranno lo studente ad acquisire: padronanza dei criteri di diagnosi differenziale; costruzione dell’alleanza terapeutica; capacità di valutazione e trattamento del sintomo; comprensione delle logiche dell’interpretazione; gestione delle fasi di transfert negativo. 

Prospettive professionali

Competenze cliniche così integrate e trasversali sono spendibili a 360° nel privato e nel servizio pubblico

Lo Psicoterapeuta formato alla Nuova Clinica e i Nuovi Setting è efficace nell’incontro individuale, nella terapia di coppia, nella conduzione di gruppi, così come nell’home visiting, nei setting comunitari e nell’équipe de contesti complessi di cura

L’acquisizione di tali competenze consentirà anche l’apertura dell’attenzione terapeutica al territorio e ai contesti di vita del paziente, a partire dalla famiglia e dalla comunità in cui l’individuo vive la sua quotidianità, per arrivare alle aggregazioni sociali e scolastiche.

Lo studente imparerà i criteri fondamentali per gestire le diverse fasi del trattamento:

Saper incontrare e capire il paziente nella complessità di oggi;

Comprendere quadri clinici vecchi e nuovi, incluse le dipendenze senza sostanza (ludopatia, internet addiction e altre) e diagnosi trasversali di alessitimia, attualmente molto presenti;

Saper effettuare una diagnosi;

Saper intervenire a seconda di chi si ha davanti, attraverso diversi setting (la relazione 1:1, il gruppo) e diversi strumenti (l’interpretazione, la presenza supportiva, il lavoro del gruppo o l’equipe clinica, la sintonizzazione corpo – a – corpo);

Effettuare un invio pensato;

Lavorare in équipe;

Saper gestire l’intervento e la conduzione della cura in relazione ad ogni fascia di età e ad ogni configurazione possibile (singolo, coppia, famiglia, gruppo);

Saper includere il corpo e l’eventuale malattia organica nell’osservazione del paziente.

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